I Sonni Tranquilli del Committente nel Contratto di Appalto

I SONNI TRANQUILLI DEL COMMITTENTE NEL CONTRATTO DI APPALTO”
Oggi siamo impegnati in Tribunale a trattare un contenzioso tra due società in materia di responsabilità solidale del committente per le retribuzioni non corrisposte e le contribuzioni non versate da parte dall’appaltatore ai suoi dipendenti.
Sarà legittima la sospensione dei pagamenti da parte del committente in favore dell’appaltatore in assenza di prova circa l’effettivo adempimento all’obbligo contributivo?
Quali maggiori accortezze avrebbe dovuto considerare il committente nella gestione del contratto di appalto?
I nostri consigli:
La responsabilità solidale negli appalti rappresenta un rischio da tenere in gran considerazione fin dalla fase di scelta del contraente, in quanto può determinare in capo al committente costi e spese non preventivati e non sempre totalmente eliminabili attraverso un’adeguata contrattualizzazione dell’appalto, né direttamente riscontrabili in corso di esecuzione dell’appalto stesso.
E’ imprescindibile che il committente inserisca nel contratto di appalto adeguati strumenti e procedure di controllo circa la correttezza dei pagamenti dei trattamenti retributivi e contributivi da parte dell’appaltatore, oltre che idonee garanzie da parte di quest’ultimo in caso di recriminazioni da parte dei propri dipendenti e collaboratori.
Non bisogna però sottovalutare il fatto che basilari adempimenti contrattualmente previsti (obbligo contrattuale dell’appaltatore di fornire gli estremi ed i massimali delle proprie polizze di assicurazione RCT e RCO, l’elenco dei lavoratori impiegati nell’appalto, di esibire periodicamente il DURC, il LUL, nonché le buste paga quietanzate da parte dei lavoratori), se da un lato rappresentano un’idonea garanzia circa il fatto che l’appaltatore abbia impiegato lavoratori regolarmente assunti e che gli stessi abbiano percepito la retribuzione indicata nelle biste paga, non mette al riparo il committente da eventuali recriminazioni da parte dei lavoratori circa l’avvenuta corresponsione della giusta retribuzione alla luce dell’attività effettivamente svolta.
Esemplificativamente, un committente che voglia “dormire sonni tranquilli” dovrebbe rivolgersi esclusivamente ad appaltatori che applichino ai propri lavoratori il CCNL sottoscritto dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative del settore di appartenenza ed evitare di rivolgersi ad appaltatori che applichino contratti stipulati da organizzazioni di dubbia o nulla rappresentatività (c.d. “contrattazione pirata”).
Soprattutto in settori labour intensive, vi sono aziende che ricorrono all’applicazione di tali contratti collettivi, realizzando fenomeni di vero e proprio dumping contrattuale; va da sé che, in tali casi, il rischio vertenziale da parte dei lavoratori impiegati nell’appalto è particolarmente elevato (con rischi, come si è visto, direttamente in capo al committente) e non è certo eliminabile verificando esclusivamente l’avvenuto pagamento delle retribuzioni indicate nelle buste paga.
In conclusione, la scelta del contraente cui affidare in appalto lavori e/o servizi non dovrebbe avvenire facendosi guidare esclusivamente dal criterio del prezzo più basso.
Per info e consulenza www.alfierizullino.it