Da soli si va veloci, insieme si va lontano! Le operazioni di joint-venture quale strumento fondamentale per il successo dell’impresa.

Lo scenario economico muta sempre più velocemente ed impone grandi capacità di adattamento rapido che consentano di individuare, anticipandoli, i segnali del cambiamento: separare le aree di business, cedere quelle non più strategiche, acquisire attività per sinergie commerciali, produttive, o di costi. Aggregarsi con terzi per utilizzare nuove tecnologie, penetrare nuovi mercati o avviare nuove iniziative. La gestione di tali processi è certamente complessa, può diminuire il valore aziendale e portare con sé forti responsabilità. La chiave di volta per l’impresa è vivere queste operazioni come un processo decisionale strutturato e non come attività occasionale.

Del resto affrontereste mai una maratona senza un costante e metodico allenamento quotidiano?

Unire le proprie forze e le risorse per il conseguimento di uno scopo comune, soprattutto quando l’azienda decide di rivolgersi a una fetta di pubblico più importante, permette di raggiungere gli obiettivi di medio periodo più velocemente e più semplicemente.

Il processo partecipativo, tuttavia, non è certamente agevole e nasconde numerose insidie che vanno affrontate con metodo e competenza.

E’ necessario dunque strutturare i processi decisionali, allenandoli al cambiamento, in modo da essere sempre pronti ad affrontare le nuove opportunità che il mercato può offrire e raggiungere risultati sempre più ambiziosi.

Gli accordi di Joint Venture quale strumento e opportunità di sviluppo.

La joint venture è un accordo tra due o più imprese che si impegnano a collaborare per il perseguimento di uno specifico obiettivo. Le JV possono avere scopo industriale, come la costruzione d’impianti o infrastrutture, lo sviluppo di nuove tecnologie o prodotti particolarmente costosi e complessi che necessitano di capacità finanziarie e competenze non ascrivibili a una sola impresa. Possono avere scopo commerciale, quando vanno a costituire una nuova rete distributiva, o anche uno scopo finanziario.

Prima di giungere alla stipula del joint venture agreement o della costituzione della joint venture societaria, solitamente le parti conducono delle negoziazioni e redigono documenti preliminari come le lettere d’intenti che hanno lo scopo di regolare la trattativa e individuare le scadenze delle imprese che partecipano al progetto. In questi documenti vengono anche definiti aspetti di confidenzialità e di riservatezza che vietano ai partners di avviare trattative con altri soggetti.

In questa fase devono essere previamente verificate le condizioni di mercato anche attraverso uno studio di fattibilità economica idoneo ad accertare chi sono i concorrenti, che prodotti commercializzano e a quali prezzi.

Dopo questa prima fase è necessario cercare di comprendere che dimensioni dare alla joint venture, che tipo di investimenti si rendono necessari od opportuni, quali prodotti commercializzare e a che prezzi, qual’ è il target di mercato che si vuole colpire e, soprattutto, quanto capitale si ha a disposizione.

La joint venture può essere di tipo “contrattuale” o “societaria”. La prima sorge attraverso la stipulazione di uno o più contratti collegati, che regolano ruoli, compiti e responsabilità di ciascuno; la seconda è un vero e proprio nuovo soggetto giuridico costituito ad hoc per realizzare una collaborazione, disciplinata da una serie di contratti.

La joint venture contrattuale è generalmente un contratto a termine ed ha una durata pari al periodo di tempo necessario per la realizzazione del progetto per il quale è stata stipulata. In questo caso due o più imprese mettono a disposizione le loro reciproche capacità al fine di ottenere un risultato comune;

Se da un lato la joint venture contrattuale nasce con lo scopo di realizzare un progetto comune e, una volta portato a termine, le società che la costituiscono si separano, sorte diversa tocca alla joint venture societaria che può anche durare a tempo indeterminato.

La joint venture societaria, è costituita da un contratto principale e da uno o più accordi operativi.

Nel contratto principale vengono determinati gli obbiettivi della joint venture, i passi da seguire per la costituzione della nuova società; le clausole che regolano il funzionamento degli organi sociali e le clausole che disciplinano la durata della joint venture e le modalità di risoluzione delle eventuali controversie.

Gli accordi operativi, invece, sono quelli che regolano i rapporti relativi all’avviamento che ciascuna impresa conferisce alla nuova società, il know how, i diritti proprietà intellettuale, i prodotti e i servizi che si intendono fornire.

Garanzie, Tutele ed Indennizzi

Di grande importanza sono le garanzie che i partners della joint venture si rilasciano reciprocamente. Garanzie formali sono ad esempio l’autorizzazione al potere di firma debitamente rilasciata dagli organi sociali, mentre le garanzie sostanziali sono riferibili agli assets che i partners della joint venture dichiarano di possedere, ad es. il know how che viene licenziato alla joint venture o gli apporti no cash tipo macchinari o impianti di produzione.

Di solito all’interno di queste clausole viene previsto anche un indennizzo da corrispondere ai soggetti della joint venture che dovessero subire dei danni a causa delle dichiarazioni non veritiere contenute nelle garanzie sostanziali,  ma può anche accadere che un’erronea dichiarazione sul valore di un apporto al capitale sociale di una joint venture, una volta rilevata attraverso una perizia, quasi sempre obbligatoria, comporti un adeguamento del valore della propria quota, con il rischio reale di perdere il controllo dell’impresa.

Il contratto principale

Nel contratto principale generalmente è prevista anche una clausola di non concorrenza tra i partners della joint venture che non di rado sono tra loro competitorsperché operanti nel medesimo settore o con le stesse tecnologie.  Ad esempio, si può stabilire che la joint venture operi solo in una determinata area geografica all’interno della quale i partners non possono autonomamente vendere i loro prodotti.

Sempre nel contratto principale vanno disciplinati anche altri aspetti fondamentali quali la costituzione e la registrazione della nascente società, indicando chi tra i partners dovrà assolvere a tali compiti. Quanto al tipo societario di solito è una società di capitali che opera seguendo la normativa nazionale di riferimento.  Devono essere individuate le quote di partecipazione dei soci al capitale sociale e, ad esempio, i limiti per l’investitore straniero a detenere una partecipazione di maggioranza.

La regola generale quanto alla composizione degli organi sociali è che gli stessi siano composti in modo proporzionale alla partecipazione di ciascun partner alla joint venture.

Generalmente i partner anche se sono nel consiglio di amministrazione, per avere la certezza che la società sia correttamente gestita si fanno rappresentare da altri soggetti detti officers per avere un maggior controllo delle attività della nuova società e sull’effettivo perseguimento degli obbiettivi originariamente definiti. Questi aspetti vengono solitamente regolati nel dettaglio nel contratto principale, ma accade anche che la presenza di propri rappresentanti a più livelli non garantisca che le decisioni vengano prese con il consenso di tutti i partner della joint venture.

Nel contratto principale va indicato anche il divieto di cessione a terzi o comunque un diritto di prelazione nei confronti dei singoli partner qualora l’altro venturer voglia cedere la propria quota e, infine la possibilità di trasferire la propria partecipazione ad un’altra società del proprio gruppo.

Un altro aspetto di fondamentale importanza è la formazione del processo decisionale, che purtroppo non è sempre semplice, soprattutto quando vi sono divergenze di opinioni o di vedute. Le garanzie di cui dispone il partner di minoranza siano esse il diritto di veto o il consenso unanime, possono bloccare l’operatività della joint venture cosicché se i partner non giungono ad un accordo si potrebbe creare una situazione di stallo che può portare alla cessazione della joint venture. I rimedi praticati a livello internazionale sono:

  • il cooling – offla decisione sulla questione in sospeso viene rimandata alla successiva riunione del board e nel frattempo le parti si impegnano a cercare soluzioni;
  • il move – upsi lascia trascorrere un determinato periodo di tempo e poi la questione viene decisa dagli amministratori delegati;
  • se nessuno di questi due metodi è stato risolutivo, si affida il compito di decidere ad un soggetto terzo.

Infine, quando si dovessero verificare eventi non prevedibili tali da rendere non più attuabile l’obbiettivo della joint venture si giunge alla risoluzione del contratto di joint venture che spesso si traduce nell’uscita di scena da parte di uno dei partner che, attraverso meccanismi predefiniti, vende le sue azioni o le sue quote all’altro. La joint venture può essere risolta in anticipo anche se ad esempio cambia l’azionista di riferimento o una delle parti incorre in una procedura concorsuale e, ovviamente, nel caso di inadempimento grave agli accordi di JVC.

Come visto, a fronte delle grandi opportunità offerte, molteplici e notevoli sono le complessità e le problematiche in cui si può incorrere nel corso di una Joint Venture. Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti che abbiano un’accurata conoscenza delle operazioni straordinarie e di business combination, che sappiano comprendere le fasi più critiche, gli errori da evitare, i fattori di successo e le best practice, che abbiano spiccate attitudini alla negoziazione e supportare l’azienda nel processo decisionale.

Alfieri L.M. Zullino

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